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Archivio categorie: Cultura

Chi conosce Diano Marina (Imperia) è ben consapevole del fatto che l’estate qui comincia nella settimana di Pasqua, anche quando il clima non è dei migliori, cosa che accade molto raramente come dimostra il sole splendente nel cielo di questi giorni!

Le vie del centro si riempiono di turisti, le spiagge cominciano a rivivere e il clima dinamico tipico delle zone balneari anche. Ed ecco che gli eventi cominciano a prendere piede e a offrire giornate diverse, allegre e perché no culturali, che non fa mai male!

Ne è un esempio il Festival Internazionale del Folklore che il 12, il 18 e il 21 aprile ci ha offerto e ci offrirà giornate all’insegna della tradizione, del costume e dei balli popolari appartenenti a quarantadue gruppi folkloristici provenienti da tutto il mondo.

Colore, esuberanza, movimento fanno da protagonisti omaggiando i turisti e i cittadini dianesi di elementi tipici di paesi lontani, i quali si ritrovano sfilando i propri costumi ed esibendo i loro balli per le vie del centro.

Lo scopo è quindi quello di diffondere le proprie tradizioni e la propria cultura in assoluto divertimento. La passione e l’allegria emergono con intensità non solo nei balli, dai quali traspare una grande preparazione e un assoluto legame alla propria terra, ma anche nei sorrisi e nella commozione che viene fuori dall’applauso di un pubblico totalmente coinvolto.

È la soddisfazione di appartenenza a muovere gruppi di persone di ogni età, anziani, ma anche bambini e ragazzi che non vogliono abbandonare le loro usanze. E non esiste competizione tra popoli che sono diversi come è giusto che sia, ma comunque uniti nell’orgoglio e nella volontà di trasmettere il loro essere.

Esibizioni genuine e vere sono perciò le protagoniste di un festival ben riuscito nel complesso nonostante la poca organizzazione, a mio avviso, per ciò che riguarda il rispetto degli orari nella giornata di ieri 18 aprile: mi riferisco alla scelta controproducente di inserire in brochure come orario di inizio esibizione le ore 17, ma avviarla molto prima!

Nonostante ciò consiglio vivamente a tutti di partecipare alla prossima esibizione che si terrà domenica 21 aprile e mi complimento ancora una volta con Diano Marina, sempre pronta ad ospitare eventi coinvolgenti come questo.

Maria Pettinato

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FOLKLORE di Diano Marina

Chiunque è stato in Africa, principalmente sul versante Indiano, può capire a cosa mi riferisco quando dico che è il continente dei mille colori e dei mille profumi, del sorriso e della bontà. È interessante notare come la sua cultura, ben intrisa nel modo di esprimersi dei suoi popoli, sia un misto di usi e costumi differenti.

Una di queste è senza dubbio la cultura dei Masai, etnia collocata sulle alture della Tanzania e del Kenya, ma allo stesso tempo transumante, cioè emigrante per vari motivi che possono essere la ricerca di cibo e acqua, ma anche, come accade recentemente, la ricerca di lavoro a contatto con i turisti, come succede ad esempio nell’isola di Zanzibar dove ho avuto la possibilità di entrarci a contatto e comprendere le loro usanze.

Una di queste è senza dubbio il ballo. Si sa infatti che l’Africa è musica, è movimento e quando pensiamo a lei spesso la mente ci porta a immaginarci gruppi di africani muoversi su ritmi dinamici come se fosse qualcosa di assolutamente naturale.

Non sempre però i loro balletti sono legati alla musica strumentale e non sempre seguono i canoni che noi immaginiamo quando pensiamo a loro. Mi riferisco ai balletti Masai che lasciano senza fiato lo spettatore regalandogli una sensazione di stupore e meraviglia per la loro capacità di utilizzare il corpo e la voce creando coreografie di gruppo eccezionali, diverse tra loro in base al significato ad essi associato.

Uno di questi è l’Ormunjololo, un ballo di benvenuto solitamente offerto ai forestieri. È caratterizzato da movimenti sciolti, leggeri e salti molto alti in posizione retta svolti a turno su una base ritmica creata da un gioco di voce, gola e respiro da parte dei componenti del gruppo, tutti di sesso maschile.

I Masai si autodefiniscono un popolo guerriero tanto che ogni maschio della tribù è cresciuto sui valori della fedeltà, della difesa e dell’unione fraterna. Appena si raggiunge l’età giusta, solitamente i diciotto anni, i maschi vengono mandati a cacciare e in questa prima occasione devono manifestare ai capi la loro virilità.

La caccia ha dunque un valore rilevante per loro e questo si materializza nell’Emburkoi, un balletto svolto dagli uomini in gruppo al ritorno dall’avventura di cattura e anche in questo caso la musica è voce, gola e respiro che insieme formano un ritmo che ricorda il “verso della savana”, in quanto va a ricostruire la voce degli animali che la abitano.

Per quanto riguarda le donne, il ballo che le caratterizza è l’Engonjira, il cui significato è molto profondo ed è quello dell’amore. Ballano in qualsiasi momento della giornata utilizzando come musica la voce ed esprimendo eleganza e femminilità attraverso movimenti graziosi e mai volgari.

Le emozioni che loro regalano a chi li vive sono straordinarie. Sono allegria, serenità, pace. E non le trasmettono solo con i loro balli, ma anche attraverso la loro bontà e la loro voglia di vivere.

Maria Pettinato

Grazie Zanzibar, grazie Amici Masai, ma soprattutto grazie a te Benjamin e alle tue informazioni.