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Archivio tag: Il Principe Costante

Quando il teatro diventa legame

Non ho cercato il teatro, in realtà ho sempre cercato qualcos’altro

Cari Artefattini, ho deciso di aprire questo articolo con una frase che racchiude al proprio interno quello che per Jerzy Grotowski era il teatro in senso tale: la scoperta di altro.

La sua veduta è spesso inserita nella categoria rivoluzionaria, d’avanguardia, di sperimentazione, ma in realtà a detta del grande regista non aveva uno scopo avanguardistico in quanto il suo era un teatro che si rifaceva alle tradizioni avendo alla base uno scopo vero e proprio: la ricerca di una relazione tra l’attore e l’altro, il momento di unione. Caratteristica quest’ultima riscontrabile ad esempio nel teatro classico in cui, attraverso la rappresentazione, si creava una sorta di legame, se vogliamo spirituale e irrazionale, tra attore e spettatore.

Per creare un qualcosa il teatro doveva abbandonare il superfluo, dalla musica registrata alla scenografia, diventando così un teatro povero, in cui sarebbe emersa quella che si può definire la vera personalità dell’attore.

E questo momento arriva quando il corpo non è più l’ostacolo, ma il mezzo per liberare l’atto psichico, il ricordo che ha portato all’immedesimazione. È ciò che si può riscontrare ne Il Principe Costante (1967), revisione dell’omonima opera di Calderòn de la Barca, in cui l’attore Ryszard Cieslak, attraverso un lavoro su se stesso eseguito assieme a Grotowski durante le prove per circa un anno, è tornato a rivivere situazioni, momenti ed emozioni della sua adolescenza utilizzandole nell’interpretazione del personaggio, tanto che durante la rappresentazione sembra che entri realmente in uno stato di trans riuscendo in tal modo a trasmettere all’altro la drammaticità del momento.

Erano infatti le prove ad avere la meglio sullo spettacolo in sé perché era il momento in cui la spontaneità della vita emergeva e si univa al rigore della struttura teatrale. In questo modo durante lo spettacolo si sarebbe avviato il cambiamento viscerale e profondo nello spettatore.

Sta proprio in questo il teatro di Grotowski, nella ricerca del cambiamento che prende vita dalla relazione attore-personaggio. Uno studio che ha caratterizzato il teatro contemporaneo e che ancora oggi affascina per la sua semplicità che è in fondo verità.

Maria Pettinato