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Archivio tag: I film della quarantena

7 ore per farti innamorare, commedia romantica del neo regista Giampaolo Morelli, si è garantita un ottimo successo di pubblico come si può constatare dal numero di ascolti che la pellicola ha riscosso nonostante il film, anziché essere trasmesso sul grande schermo, ce lo siamo visti comodamente seduti sul nostro divano in visione On demand.

Un esperimento rischioso, ma necessario per salvare il cinema e l’intrattenimento che mai come oggi non possono fermarsi!

E direi riuscitissimo e trionfante, non solo perché ci consente di non perdere le ultime uscite cinematografiche, ma anche perché al costo di circa e soli direi 8 euro possiamo gustarci un film in compagnia direttamente a casa propria.

Una commedia leggera, divertente quella di Morelli che, accanto a Serena Rossi, ne è anche il protagonista maschile interpretando, nella bellissima e scenografica Napoli, Giulio Manfredi, giornalista di economica fidanzato con Giorgia (Diana del Bufalo) la quale, in prossimità delle nozze, lo lascia per il vicedirettore del giornale per cui il fidanzato lavora e con cui ha una storia da tempo.

Due dettagli non da poco, in quanto Giulio perde in un solo colpo il lavoro, la fidanzata, ma anche le proprie convinzioni sul mondo giornalistico, in quanto, essendo troppo qualificato, viene “scartato” da qualsiasi testata alla quale invia il proprio curriculum, fino a che non si ritrova a essere assunto dalla “banale” Machoman, rivista maschile online, specializzata in chirurgia estetica, moda e gossip di vario genere.

Ma che nonostante ciò si presenta come un’occasione importante per un uomo come Giulio, mediocre, monotono si direbbe, privo di progetti personali, nonostante le grandi abilità in campo lavorativo.

Gli consente infatti di conoscere Valeria (Serena Rossi), “esperta del rimorchio”, convinta che l’attrazione fisica altro non sia che questione di chimica e che può scaturire solo rispettando determinate regole consentendo così a qualsiasi uomo di conquistare qualsiasi donna abbia di fronte, anche uno come Giulio che decide di seguire, assieme a un gruppo di uomini insicuri come lui, le lezioni dell’esperta per riconquistare Giorgia.

Ma è realmente così? Una donna può essere davvero conquistata attraverso delle regole? Con una determinata frase, uno sguardo, l’abito giusto?

Chissà… la commedia romantica di Morelli poco garantisce a riguardo perché è in realtà l’unicità di ognuno di noi ad attrarre e a farsi attrarre, caratteristica fondamentale capace di rendere leggero e divertente anche l’omonimo romanzo dal quale essa è tratta (7 ore per farti innamorare, Giampaolo Morelli, Ed.Piemme, 2019).

Regole ferree, rigide, alle quali poco ci crede chi le consiglia sono difatti le protagoniste di un film che pone al centro i sentimenti e le emozioni.

Una commedia che offre la descrizione di un sistema come il nostro, in cui si ha paura di lasciarsi andare, di essere se stessi per non soffrire e che ci impone, per nostra stessa convinzione, di essere qualcun altro.

Se pur manifestando inizialmente un po’ di lentezza e poco spirito innovativo, degna di nota è la capacità di Morelli di trasformare la trama in qualcosa di diverso da quelle americane, alle quali spesso il film è associato.

L’originalità sta infatti non solo nella naturale comicità tipicamente napoletana, ma anche nella qualità attoriale di Serena Rossi e dello stesso Giampaolo, coppia che ha manifestato caratteri spontanei e partenopei nel modo di recitare, un feeling non spesso facile da riscontrare.

Maria Pettinato

In momenti come questo in cui il cinema, fermo per la prima volta dalla sua nascita e bloccato nella surrealità che ci ha travolto tutti come un turbine, è fondamentale sognare e lasciarsi intrattenere dai film.

Non sono poche le pellicole viste in questi giorni, ma comincerei a parlarvi di quello che maggiormente ha spiccato su gli altri aprendo così la rubrica dal titolo I Film della Quarantena.

È Il sommelier (Uncorked), film drammatico/commedia del regista e sceneggiatore Prentice Penny presente sulla piattaforma Netflix dal 27 marzo 2020.

Un debutto cinematografico mancato a causa del Covid-19, ma che grazie a Streaming è riuscito ugualmente a marcare il territorio garantendosi il successo sperato e direi meritato vista la sua presenza nella Top 10 dei film più visti.

Un film incentrato sui sogni e su uno dei tanti piaceri della vita, la degustazione dei vini, che non è cosa da poco in quanto quello del sommelier può definirsi tutt’oggi uno dei pochi mestieri dotati di quell’eleganza e di quella raffinatezza che richiama alla mente tempi antichi e ricchi di valori.

La trama narra la storia di Elijah (Mamoudou Athie), un giovane ragazzo del Tennessee il cui sogno è quello di diventare un sommelier e il cui rapporto con il padre Louis (Courtney B. Vance), incentrato su grandi differenze generazionali, non è dei migliori proprio per le diverse idee riguardanti il futuro del figlio. Louis infatti lo vorrebbe alla guida dell’impresa a sua volta ereditata dal padre, non credendo in nessun modo all’aspirazione di Elijah definendola una perdita di tempo.

Dolcezza, conflittualità e passione emergono in un film degno di nota perché capace di far riflettere, di far comprendere quanto sia importante non perdersi mai, credere ai propri sogni nonostante sembra che il destino vi remi contro, così com’è importante avere accanto una famiglia amorevole e rapporti incentrati sulla stima e sull’ascolto reciproci.

Attraverso il colore, il sapore, l’odore del vino si ritrovano i momenti felici che si credeva essersi persi da tempo, tornando così ad apprezzare le cose che fanno della vita un dono, così prezioso e importante da permettere a un padre e un figlio di capirsi e instaurare quel rapporto che mancava ormai da tempo.

Maria Pettinato