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Esilarante, divertente, riflessiva e allo stesso tempo un po’ drammatica visto il contenuto, è la commedia Bentornato Presidente!, diretta da Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi, la quale mette alla luce, mediante caricature totalmente azzeccate del nostro governo e del nostro popolo, il quadro attuale: semplicemente un’Italia in rovina.

La comicità è il motore che muove l’intera trama grazie alla presenza di Claudio Bisio nel ruolo di Giuseppe Garibaldi (che non è quello dell’Unità d’Italia!) e di premier, già conosciuto in quello di presidente della Repubblica nel primo film Benvenuto Presidente! (2013).

Incarico importante e utilizzato per cambiare l’Italia, impostato sulla volontà di farlo onestamente, sulla base di ideali e valori tralasciando parole complicate come spread, pil, ecc. per avviare programmi concreti in grado di riportare il benessere nel nostro Paese.

Un’Italia tragica, un po’ buffa e teatrale nella quale si fa una politica impostata su social, gossip, selfie, e chi più ne ha più ne metta, in cui i programmi elettorali prendono piede non sulla base delle problematiche reali, ma sui disappunti futili della gente da bar.

Un’Italia che sarebbe semplice da cambiare, ma che ha preso il cammino della furbizia e della mancanza di unione, della lamentela e della pigrizia, del “non pago le tasse perché quelli non si abbassano lo stipendio” senza capire che è proprio ciò che la sta rovinando. Un’Italia troppo giovane per governare, troppo internet, troppo razzista, troppo aggressiva e piena di sé.

Un quadro che traspare da un film che parla allo spettatore cercando di diffondere il patriottismo oggi mancante mediante “il premier per caso e per amore”, vista l’iniziale volontà di Garibaldi di tornare in un ruolo politico semplicemente per riconquistare la moglie Janis (Sarah Felberbaum).

Richiesta di devozione e sentimento per la propria nazione è quindi intrisa nella commedia come dimostra il discorso finale del premier in parlamento, che guarda dritto verso di noi invitandoci a cambiare, ricordando forse per certi aspetti il Charlie Chaplin del “discorso all’umanità” in Il Grande Dittatore (1940).

Così come nelle inquadrature sulla Roma Eterna, motivo di orgoglio nazionale, bella e malinconica perché ricorda i tempi passati, anche se ahimè brevi, quelli in cui la politica era sentita e amata da chi la faceva, da chi ci credeva, primo tra tutti Sandro Pertini richiamato ironicamente all’interno del film dall’omonimo nome dato da Garibaldi all’amata capretta.

Possibilità di riuscire, speranza, voglia di ricominciare e di cambiare emergono da un film che alla fine commuove ed emoziona, anche se poi alla fine, diciamoci la verità, noi italiani siamo bravi a parlare, ma a fatti… Poveri noi!

Maria Pettinato

BENTORNATO PRESIDENTE!

  • Regia: Giancarlo Fontana, Giuseppe Stasi
  • Sceneggiatura: Fabio Bonifacci, Nicola Giuliano
  • Casa di produzione: Indigo film, HT Film, Vision Distribution
  • Attori: Claudio Bisio, Sarah Felberbaum, Pietro Sermonti, Paolo Calabresi, Guglielmo Poggi

Author: Maria Pettinato

Maria Pettinato, Laureata con Lode in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo e in Scienze dello spettacolo presso l'Università degli Studi di Genova (Facoltà di Lettere e filosofia). Nel 2013 pubblica il libro “Potere e libertà. Briganti nella Calabria post-unitaria (1861-1865)”. Si dedica quindi ad alcune esperienze in campo giornalistico ed editoriale, e nel 2019 decide di avviare L’Artefatto, un progetto culturale, al tempo stesso dinamico e critico.  

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