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1703, Francia di Luigi XIV. Sebastian è un giovane diciassettenne che poco sa di guerra e di vendetta e che poco conosce ciò che si nasconde dietro un regno come quello del Re Sole fatto di insidie e scontri tra i suoi uomini, i Dragoni del Re, e i rivoltosi Camisards.

Privo di informazioni fino al giorno in cui non gli appaiono le anime di questi ultimi, i quali hanno perso la vita nel tentativo di uccidere il re assoluto, tra cui quella di Pierre, padre di Sebastian morto nella stessa circostanza a insaputa del figlio sino a quel momento.

Un incontro sconvolgente per un ragazzo come lui che da quel momento cambierà totalmente il suo essere e allontanerà le persone a lui care tra cui la madre Dominique e l’amata Céline, spinto dal desiderio di vendetta, trasformandosi in Angel, un guerriero munito di doti eccezionali grazie agli insegnamenti del miglior maestro d’armi di Francia, Jerome, e del veggente Dreamer.

E ciò che viene fuori da L’Angelo d’Oro, un racconto nato per essere un dramma in musica in due atti, è la capacità dell’autore Roberto Longo, di descrivere egregiamente il viaggio interiore di Sebastian-Angel.

I suoi turbamenti, le sue passioni, i suoi dubbi, la sua rabbia, ma anche il ritorno alla sua essenza naturale offerti dall’energia positiva materializzata nell’Angelo d’oro, ciondolo sacro appartenente ai Templari.

Ne scaturisce un vero e proprio studio dei personaggi, della musica, dei dialoghi tra le figure delineate, presentando non solo una storia toccante e riflessiva, ma anche una scrittura colta, dettagliata e coinvolgente, degna di dramma musicale.

Può infatti definirsi un mix di generi diversi. La prosa, la canzone, la poesia sono aspetti della stessa medaglia che, unendosi alla descrizione di un’epoca vera per quanto distruttiva sia stata, tocca emotivamente un lettore oggi più che mai consapevole di momenti surreali simili a quello.

Un periodo storico raccontato nel libretto di Longo con un’attenzione particolare per ciò che in realtà si dimostrerà alla fine il vero vincitore della storia, l’amore incondizionato per il quale Sebastian-Angel metterà via la sete di vendetta, che nemmeno la lettura di un futuro tragico era riuscita a fermare.

Amore, rispetto, rinascita della propria essenza si dimostrano i veri protagonisti di un racconto avvincente e simbolico, degno di qualità teatrali e musicali non da poco alle quali auguro la rappresentazione fisica.

Maria Pettinato

Roberto Longo è professore associato di elaborazione di segnali digitali e intelligenza artificiale, nonché musicista con un vivo interesse per la storia e il teatro. Segna con l’Angelo d’Oro il suo debutto come autore. Vive ad Angers (Francia).

Author: Maria Pettinato

Maria Pettinato, Laureata con Lode in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo e in Scienze dello spettacolo presso l'Università degli Studi di Genova (Facoltà di Lettere e filosofia). Nel 2013 pubblica il libro “Potere e libertà. Briganti nella Calabria post-unitaria (1861-1865)”. Si dedica quindi ad alcune esperienze in campo giornalistico ed editoriale, e nel 2019 decide di avviare L’Artefatto, un progetto culturale, al tempo stesso dinamico e critico.  

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