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Quello femminile è un universo straordinario, dotato di forza, talento ed energia. Eppure non sempre noi donne comprendiamo sino in fondo quello che si nasconde dentro di noi.

Una mancanza di consapevolezza che si presenta ancor più di fronte a momenti di sconforto, in cui la nostra autostima è a terra, magari a causa di una giornata no a lavoro, del ciclo che intacca notevolmente i nostri ormoni, o magari ahimè a causa dell’uomo sbagliato.

Perché diciamoci la verità… quando un uomo colpisce la tua autostima non è quello giusto!

Ma questo noi facciamo fatica a capirlo e quindi perdiamo tempo dietro a vera e propria futilità, senza renderci conto di quello che noi donne siamo in realtà.

Già solo con il fascino interiore che ci caratterizza potremmo comandare il mondo! Figuriamoci cosa potremmo fare se lo associassimo alla nostra energia, alla nostra essenza, alla nostra forza!

L’unione di queste qualità ci porterebbe a raggiungere tutti i nostri obiettivi, anche quelli che apparentemente ci sembrano impossibili da raggiungere, compreso l’uomo che pensiamo sia quello dei nostri sogni. Anche se in realtà… poi da donne determinate e consapevoli ci domanderemo: ma è davvero lui l’uomo dei nostri sogni?

Ecco cosa traspare da un romanzo che ho letto recentemente, la storia che ogni donna dovrebbe leggere, non solo perché appassionante, ma anche perché capace di aprire in noi la curiosità necessaria per conoscerci fino in fondo e comprendere così quello che siamo in realtà: pura forza.

Mi riferisco a La profezia della curandera di Hernàn Huarache Mamani (titolo già apparso in un precedente articolo de L’Artefatto che potrete leggere cliccando qui!), un romanzo così vero e indubbiamente così intrigante che voglio spiegarvi di cosa si tratta più approfonditamente.

È la storia di Kantu, una giovane donna indigena dotata del potere della veggenza dal giorno in cui un fulmine la colpì cambiando totalmente la sua vita. La paura, gli ottimi referti medici agli esami a cui si sottopone per dare una spiegazione a ciò che le è accaduto e l’emarginazione successiva la spingono con titubanza, su consiglio della madre, ad andare da un curandero, Don Anselmo, il quale le spiega come in realtà il suo sia un dono e non un fardello. Nonostante ciò Kantu decide di rifiutarlo e di tornare alla sua vita all’occidentale.

Nel frattempo conosce e s’innamora di Juan, il quale attratto da lei solo fisicamente, non prova gli stessi sentimenti della donna che per lui avrebbe abbandonato gli studi universitari oltraggiando la sua dignità e i suoi progetti. Da lì una vera e propria fuga dell’uomo, un classico direte voi!

Ma quello che generalmente per una donna innamorata significa distruzione, per Kantu si rivelerà una benedizione. Perché è proprio da questo momento che nasce in lei la volontà di riscoprire quel potere che aveva cancellato, pur con l’intento iniziale di riconquistare l’amato, e di avviare il viaggio alla scoperta di se stessa, che è il vero e proprio protagonista di un romanzo, che per l’appunto può definirsi la scoperta della forza insita in ognuno di noi!

Un testo capace di dimostrarci che è possibile trovare in noi stesse il coraggio e la volontà per cambiare il nostro destino, facendo di ogni dolore, di ogni solitudine, di ogni tristezza, un mondo di gioia, di amicizia e di pienezza.

La sofferenza è ciò che ci aiuta a comprendere chi siamo, cosa realmente vogliamo e che siamo dotate di qualità inimmaginabili fino al momento in cui prendiamo davvero la consapevolezza della nostra importanza.

La profezia della curandera è perciò un manuale per riscoprirci, per vivere davvero come donne con i nostri punti di forza, ma anche con le nostre debolezze che in realtà sono belle, perché care lettrici lo ripeto, il difetto in realtà è bellezza ed energia.

Ed è proprio quando questa consapevolezza vince il “vittimismo al femminile” che ahimè in Occidente ci attanaglia non poco, che finalmente ci vediamo belle, sicure, attraenti e gioiose.

Quindi… forza donne! Domani in libreria…

Maria Pettinato

Author: Maria Pettinato

Maria Pettinato, Laureata con Lode in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo e in Scienze dello spettacolo presso l'Università degli Studi di Genova (Facoltà di Lettere e filosofia). Nel 2013 pubblica il libro “Potere e libertà. Briganti nella Calabria post-unitaria (1861-1865)”. Si dedica quindi ad alcune esperienze in campo giornalistico ed editoriale, e nel 2019 decide di avviare L’Artefatto, un progetto culturale, al tempo stesso dinamico e critico.  

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