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L’emigrazione, il viaggio della speranza, il grande sogno americano, la seconda guerra mondiale e l’Italia di quegli anni sono solo alcune delle tematiche che rendono Il re di carta (Ed. Emersioni, 2018), romanzo d’esordio di Maria Elisabetta Giudici, così avvincente da coinvolgere il lettore all’interno della trama riscontrandovi al proprio interno qualcosa di sé o comunque un sentimento di appartenenza.

Sono Margherita, Dwight e la loro voglia di conoscenza i protagonisti di un libro che va ad accomunare generi diversi tra loro ma comunque tutti legati a una caratteristica che travolge creando una vera e propria fame di lettura, il mistero.

È infatti l’enigma che si nasconde dietro alla ricerca di un tesoro sconosciuto a muovere le pedine, a offrirci personaggi dietro ai quali si cela qualcun altro, a smuovere la voglia di comprendere le proprie origini da una parte o la smania di ricchezza dall’altra.

Figure unite da uno stesso destino, desiderose di capire, ma quindi diverse, così come sarà differente da ciò che ci si aspettava il finale di un romanzo degno di nota proprio perché capace di offrire l’inaspettato.

Ed ecco che dietro a un apparente romanzo storico si cela dunque un giallo che si infittisce sino all’ultimo facendo sperare il lettore in una condivisione di pensieri e rapporti tra Margherita e il coprotagonista Dwight, legati inconsapevolmente dalla ricerca di un tesoro narrato e scritto in un’epoca in cui il valore della fedeltà nei confronti del proprio re significava vita.

Era l’epoca in cui si combatteva da briganti per salvare il proprio re, Francesco II di Borbone e il suo Regno delle due Sicilie dal nemico, anni in cui la condivisione di ideali e il sentimento di amore per la propria terra erano obiettivi da difendere da tutto e tutti.

Anni descritti nella loro essenza avventuriera e intrigante dalla Giudici, che non solo è riuscita a presentarceli in modo oggettivo e consapevole, come inoltre ha fatto per le altre epoche storiche raccontate, ma anche in modo passionale e quindi intrigante al punto giusto creando quel connubio perfetto che rende il testo un romanzo e non un saggio.

Emerge inoltre una grande capacità descrittiva, presente sia dal punto di vista dell’ambientazione che da quello dei personaggi, le cui caratteristiche fisiche e caratteriali sono tracciate minuziosamente da un’autrice che sicuramente avremo modo di rileggere e direi con grande piacere!

Maria Pettinato

Author: Maria Pettinato

Maria Pettinato, Laureata con Lode in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo e in Scienze dello spettacolo presso l'Università degli Studi di Genova (Facoltà di Lettere e filosofia). Nel 2013 pubblica il libro “Potere e libertà. Briganti nella Calabria post-unitaria (1861-1865)”. Si dedica quindi ad alcune esperienze in campo giornalistico ed editoriale, e nel 2019 decide di avviare L’Artefatto, un progetto culturale, al tempo stesso dinamico e critico.  

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