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Se tu dici all’edera di diventare una rosa,

l’edera cercherà di trasformarsi,

ma così rimarrà impotente

Raffaele Morelli

Quante volte nella vita ci è capitato di sentirci a disagio in determinate situazioni, con determinate persone o semplicemente con un determinato abbigliamento facendo finta che tutto andasse bene così? O quante volte abbiamo accusato qualcuno o qualcosa per una decisione presa che poi si è rivelata sbagliata?

Una prigione si direbbe che oggi giorno prende sempre più le vesti di un dolore lacerante, quasi da non respirare, quasi da farti dimenticare la tua essenza, le tue qualità, la tua bellezza.

Tematiche importanti per comprendersi, accomunanti, vive si direbbe, protagoniste il 30 gennaio all’incontro terapeutico con Raffaele Morelli al Centro Riza di Milano.

Esperienza unica perché dotata di quella forza e di quella energia capaci di scuotere la persona e di ristabilire in lei l’equilibrio e la consapevolezza della propria importanza, ma soprattutto della propria Diversità.

Ebbene sì, di questo si tratta… di Diversità, quella inimitabile, che è sinonimo di bellezza, di unicità, di singolarità, capace di rendere anticaricaturale l’individuo, e per questo totalmente immune. Libero dagli schemi mentali imposti volente o nolente dalla società attuale per apparire sempre perfetto, sempre al passo, sempre competitivo.

Schemi mentali che si trasformano appunto in ansia, rabbia, gelosia, invidia per citarne solo alcuni.

Ma diciamoci la verità… questi cosiddetti “demoni” che ci fanno così paura e che cerchiamo in ogni modo di frenare dentro di noi, non possono essere semplicemente dei “segnali”? Dèi buoni che intervengono per scrollarci, per farci capire che non siamo questo o quello, non siamo lamentele, non siamo banalità e che quindi qualcosa non sta funzionando bene dentro di Noi?

È infatti la nostra anima a bussare alla porta, a pulsare, a scuoterci, utilizzando ciò che fa parte di noi dai tempi primordiali, così antichi che già Omero nell’Iliade ne parlava evocando la gelosia di Era a seguito del Giudizio di Paride e a causa della quale si scatenò la guerra di Troia.

Essa non ci vuole tranquilli, piatti, omologati agli altri, a Lei piacciono le onde perché esse sono il mezzo per scoprire e scoprirci ogni giorno, per incuriosirci e non avere paura di ciò che non conosciamo, semplicemente per vivere.

Emozioni naturali, stati d’animo vivi, energie primordiali, espulsioni, capaci di ricordarci che “esistiamo”, verso le quali non bisogna provare paura, ma accoglierle, sentirle, percepirle.

Non serve commentarle, ma è importante accettarle, viverle, in quanto la loro presenza significa che il progetto iniziale, apparentemente giusto da un punto di vista razionale, altro non è che un’istintiva messa in discussione da parte della nostra essenza.

Ed è proprio quando si giunge alla consapevolezza del fatto che non è necessario cercare la causa di tali “dolori” perché essa in realtà non esiste, ma è semplicemente la banalità a muovere gli impulsi dentro di noi, che il traguardo può dirsi raggiunto!

E questo è il momento in cui “l’estate è finalmente arrivata, bisognava solo aspettarla senza aspettative”.

Maria Pettinato

Author: Maria Pettinato

Maria Pettinato, Laureata con Lode in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo e in Scienze dello spettacolo presso l'Università degli Studi di Genova (Facoltà di Lettere e filosofia). Nel 2013 pubblica il libro “Potere e libertà. Briganti nella Calabria post-unitaria (1861-1865)”. Si dedica quindi ad alcune esperienze in campo giornalistico ed editoriale, e nel 2019 decide di avviare L’Artefatto, un progetto culturale, al tempo stesso dinamico e critico.  

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